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ROMANicolas Henin è un giornalista francese ed ha avuto la sfortuna di vedere con i proprio occhi l’orrore dell’Isis. È stato catturato nel 2013 mentre lavorava in Siria ed è stato preso in ostaggio.

Si trovava in cella con dei colleghi provenienti da diverse parti del mondo ma, al contrario dei suoi compagni, è stato rilasciato. Per gli altri, purtroppo, si è giunti alla condanna per decapitazione ripresa in un video e diffusa in tutto il mondo. Più il tempo passava e più vedeva gli ostaggi andarsene ed aveva sempre il terrore di essere il prossimo. I nomi li conoscete già: James Foley, Steven Sotloff, David Haines e Alan Henning, divenuti “famosi” per essere stati decapitati davanti ad una telecamera dell’Isis.

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Nicolas è stato liberato nel mese di Aprile, ma il terrore negli occhi e nella sua mente è ancora vivo: “Mangiavamo e dormivamo insieme, non c’era alcuna privacy nella cella. Parlavano della vita, delle speranze di salvezza e sulle nostre aspettative. Abbiamo vissuto ogni momento insieme, 24 ore su 24 per sette giorni a settimana“, ha raccontato Henin. “La cella era molto piccola e per tenerci in forma correvamo sul posto”.

“Alan Henings era un orsacchiotto – prosegue – David Haines aveva lasciato il suo lavoro per dedicarsi ad azioni umanitarie, John Cantlie era una brava persona e fu obbligato a leggere quei messaggi. Non meritavano di morire in quel modo brutale”.

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È riuscito a salvarsi, ma i ricordi sono ancora vividi della sua mente: “La mia mente è ancora da qualche parte in una cella in Siria – conclude – e svegliarsi la mattina con la notizia che uno dei miei ex compagni di è stato ucciso mi riporta a mesi prima. È terribile”.