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SYDNEY – La polizia federale Australiana ammette di aver sventato una serie di attacchi da parte dei militanti dell’Isis ad Australiani di origine afgana. La più grande operazione anti-terrorismo finora compiuta nella storia del paese ha visto mettere in stato di fermo quindici persone, mentre un ragazzo di ventidue anni dal nome di Omarjan Azari è stato incriminato per gravi atti di terrorismo. Secondo quanto riportato dalla polizia, il piano avrebbe previsto una serie di rapimenti e decapitazioni di cittadini al fine di portare scompiglio nella società. Il tutto è stato, fortunatamente, sventato grazie ad un raid all’alba nei quartieri occidentali di Sydney.

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Il mandante, secondo quanto riporta la polizia, è stato identificato e porta il nome di Mohammad Ali Baryalei, identificato in precedenza come il membro più accanito del gruppo Isis australiano. Costui era un buttafuori nei locali del quartiere di Kings Cross, ha anche sulle spalle una carriera da attore di serie televisive ed avrebbe reclutato oltre sessanta australiani che ora starebbero combattendo in Iraq e Siria. La polizia informa come proprio Baryalei avrebbe chiesto ad Azari di divenire l’esecutore materiale dei rapimenti e delle decapitazioni a Sydney e sostiene che gli attacchi sarebbero stati filmato e poi diffusi nella rete dall’Isis: “Abbiamo identificato esortazioni che provenivano da un australiano, membro di spicco dell’ISIS. Questi non sono solo sospetti. Volevano agire”, ha dichiarato il primo ministro Tony Abbott.

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Sono stati impiegati oltre 800 uomini della polizia federale, statale e dell’intelligence per effettuare il maxi raid di questa mattina a Sydney. Hanno fatto irruzione in decine di abitazioni ed hanno perquisito locali ed hanno disposto lo scavo dei giardini. Non solo, sessanta uomini hanno agito nello stato del Queensland dove durante la scorsa settimana è stato incriminato Omar Succarieh. Quest’ultimo ha sulle spalle l’accusa di aver raccolto fondi ed aver aiutato Agim Kruezi ad ottenere soldi per andare a combattere all’estero. L’operazione, inoltre, è stata effettuata poche ore prima della partenza di un contingente di 600 militari che prenderà parte all’operazione diretta dagli Stati Unit in Iraq contro l’Isis.