giurisprudenza

Ecco la guida per passare a colpo sicuro il test d’ingresso per la facoltà di Giurisprudenza, a numero chiuso solo in alcune sedi d’Italia. Entrare all’università senza debiti formativi è comunque il modo migliore per cominciare un nuovo percorso di studi. Le informazioni che troverete di seguito non possono essere prese alla lettera, poiché ogni ateneo sceglie in maniera autonoma il taglio del proprio test d’ammissione. Nonostante ciò, abbiamo cercato di rendere più affidabile possibile questa guida, tramite l’esperienza diretta, indiretta oppure con la personale consultazione di specifici manuali di preparazione alla facoltà in questione.

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Il test di valutazione per Giurisprudenza è incentrato su poche ma vaste aree della conoscenza: infatti spesso viene affiancato a quello per la facoltà di Economia, ma ciò non è quanto tratteremo di seguito. I più indicano tre principali materie come oggetto di quesiti: cultura generale e logica sembrano essere punti fissi di quest’approccio. Per quanto riguarda il terzo argomento, alcune facoltà richiedono la conoscenza di nozioni giuridico-istituzionali, altri la comprensione del testo o le competenze nella lingua italiana in generale, altri la storia o l’ingleseRispetto a queste aree, il carico totale di studio risulta comunque esiguo rispetto a quello che richiedono i test per altre facoltà.

Potrebbe richiedere maggiore difficoltà l’area logico-matematica, fondamentale per gli studi giuridici ma anche generalmente di scarso sviluppo nella formazione di stampo classico. Dedicheremo a questa tipologia di quesiti un secondo documento, che potrete consultare anche rispetto alle altre facoltà. Questo, poiché le abilità logico-matematiche sono fondamentali per molti dei corsi di studio triennali disponibili, ma soprattutto perché tenteremo di esplicare lo svolgimento di ciascuna delle varie tipologie. Si troverà più agevolato in questa materia chi proviene da studi scientifici, ma veniamo alle materie di studio. Per quanto riguarda le nozioni giuridico-istituzionali, esse corrispondono proprio alle comuni conoscenze sul diritto privato e pubblico e l’amministrazione di beni patrimoniali.

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Per quanto concerne la lingua italiana, si tratta di quesiti sulla grammatica elementare, sulla lettura e comprensione di un testo, oppure sulla conoscenza etimologica di termini italiani. Nel primo caso, è utile ripassare le regole grammaticali basilari, dando importanza particolare alle eccezioni rispetto a verbi, sostantivi, aggettivi, etc. Nel caso di brani da leggere e comprendere, invece, è fondamentale sottolineare i punti salienti del testo per poter rispondere velocemente e correttamente alle domande. Un consiglio utile in questa situazione è di leggere prima le domande per farsi un’idea di cosa cercare nel testo, in modo da non dover tornare sul brano una seconda volta ed essere sicuri della propria risposta.

Rispetto alla conoscenza etimologica dei termini di lingua, è utile la conoscenza basilare di latino e greco, lingue che ritroverete senz’altro anche nello studio giuridico in sé. Di queste basta imparare i principali costrutti di base, prefissi, suffissi ed i termini di più comune utilizzo. Infine, per quanto riguarda l’inglese, si tratta di quesiti di difficoltà progressiva e variano in tipologia a seconda proprio del livello di bravura. Vanno dal semplice cancellare la risposta sbagliata al riempimento libero (cioè senza scelta di opzioni) di frasi incomplete, seguono brani da completare ed infine quelli da interpretare e sui quali bisogna rispondere a semplici domande.

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