gomorra-la serie

 

 

Bene o male, purchè se ne parli. Potrebbe essere questo lo slogan ideale per promuovere l’ imminente arrivo, sul piccolo schermo, della serie televisiva più discussa dell’ anno, ispirata ad un libro-denuncia che fece altrettanto scalpore. “Gomorra – la serie” debutterà, a partire dal 6 maggio, sul nuovo canale satellitare Sky Atlantic, portandosi dietro un lungo strascico di polemiche, recriminazioni e malcontento, così come accadde all’ omonima opera letteraria scritta da Roberto Saviano.

Il telefilm, composto da 12 puntate, prodotto da Cattleya e Fandango in partnership con La7 e Beta Film, è diretto da quello Stefano Sollima che era già balzato agli onori della cronaca “spettacolare” per aver trasformato in una serie di successo un altro caso letterario e cinematografico parecchio controverso, ovvero “Romanzo Criminale”.

Al fianco del regista di “A.C.A.B.” i filmakers Francesca Comencini e Claudio Cupellini hanno magistralmente diretto un cast artistico composto da 225 tra attori e comparse, quasi tutti di origini campane, per un prodotto di alto livello che ha varcato la soglia dei confini nazionali.

 

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L’ impatto promozionale portato dalla serie TV ispirata a “Gomorra” non ha, però, convinto i cittadini partenopei, preoccupati della cattiva pubblicità che il prodotto realizzato da Sollima potrebbe arrecare a Napoli reo, a detta della comunità campana, di aver dipinto il quartiere di Scampia come luogo simbolo del male. Le numerose associazioni attive sul territorio delle Vele, location principale della fiction, lamentano la scarsa presenza all’ interno della serie di personaggi “positivi”, con conseguente “mitizzazione” della figura del camorrista.

“Nonostante all’ epoca Sky fosse venuta sul territorio a contrattare, il risultato resta un obbrobrio con scene inverosimili da film di gangster”, lamenta Ciro Corona, figura di spicco della Coop della Resistenza. “La produzione ci disse che il copione non poteva essere stravolto perchè già venduto, ma trovammo dei compromessi sull’ uso di comparse filtrate dalle associazioni e sul ricorso a catering e servizi puliti”, continua a raccontare Corona. Queste misure cautelative, però, pare non siano bastate a calmare il polverone attorno a “Gomorra – la serie”, condannata dai Napoletani ancor prima di essere trasmessa.

 

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La troupe di “Gomorra – la serie”, però, non intende sottostare alle accuse di aver realizzato un prodotto pro camorra, una mera operazione di business che getterebbe delle ombre scure sul futuro di Scampia e dintorni. La qualità della fiction pare essere difesa anche dallo scrittore Roberto Saviano, autore dell’ “opera prima” dalla quale fu tratto, prima dell’ adattamento televisivo, quello cinematografico diretto da Matteo Garrone. Il fuoco della polemica continua, tuttavia, a divampare, lasciando dietro di sè una prevedibile scia di curiosità che accresce l’ attesa attorno all’ ennesima rappresentazione della “Gomorra” terrena.

 

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