Parlamento, Consiglio e Commissione europea hanno raggiunto un accordo sull’abolizione del roaming per i consumatori europei, cioè sui prezzi che gli operatori telefonici offrono ai clienti pe navigare dall’estero. Le tariffe all’ingrosso saranno ridotte del 90% nel corso degli anni senza aumentare il costo delle telefonate nazionali.

Le stesse, però, dovranno essere abbastanza elevate per permettere agli operatori dei Paesi di recuperare i cosi senza aumentare i prezzi. In molti temono invece che, col tempo, le compagnia aumentino i cosi per diminuire le perdite.

L’accordo per l’abolizione del roaming entrerà in vigore il 15 giugno 2017, quando i prezzi all’ingrosso per i dati scenderà dall’attuale 50 euro a Gigabyte a 7,7/GB, e poi proseguirà a scendere in diverse fasi. Dal 1 gennaio 2018 il tetto sarà 6 euro a Giga, dal 1 gennaio 2019 4,5/GB, dal 1 gennaio 2020 3,5/GB, dal 1 gennaio 2021 3/GB e dal 1 gennaio 2022 2,5/GB.

Il tetto prefissato è più basso rispetto a quello proposto inizialmente dalla Commissione (8,5/GB) e consentirà alle aziende di investire in reti di nuove generazioni, il 5G. Andrus Ansip, il commissario digitale, ha spiegato: “Era l’ultimo pezzo del puzzle. Dal 15 giugno, gli europei potranno viaggiare nella Ue senza tariffe roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati nazionali”.