Zygmunt Bauman, uno dei più importanti filosofi e sociologi del XXI secolo, si è spento oggi all’età di 91 anni. Pur essendo un filosofo, ha goduto di un’immensa popolarità grazie ad suo modo semplice di parlare con la gente. Il suo pubblico non era infatti formato da esperti del settore, ma da gente comune che si avvicinava a lui per cercare di assorbire un po’ di saggezza, come se fosse un novello Platone.

Pur essendo sempre stato allontanato dall’ambiente accademico, Bauman è stato riconosciuto come uno dei più brillanti osservatori della modernità, grazie anche alla sua intuizione della “società liquida”. Quest’ultima indica una metafora della condizione attuale in cui regnano incertezza e individualismo. Bauman ha dato inoltre una grande contributo alla sociologica, risollevandola dalla condizione di decadimento in cui era finita all’inizio del secolo. Con lui si passa infatti da una disciplina meramente passiva ad uno strumento di controllo sociale.

Zygmunt Bauman è stato uno dei più lucidi testimoni della crisi di passaggio tra XX e XXI secolo, mettendone in luce alcuni elementi problematici: il passaggio dal lavoro materiale a quello immateriale, le nuove tecnologie, la globalizzazione, la precarizzazione e le nuove povertà, fino al fenomeno delle grandi migrazioni e del terrorismo. A chi si preoccupava per le sue condizioni, era solito rispondere: “Don’t worry! I had a long and interesting life”.