LATINA – In seguito all’attentato terroristico di Berlino del 19 dicembre, le indagini sui movimenti dell’attentatore, il tunisino Anis Amri, stanno continuando. Sulla base di contatti avuti in carcere in Italia da Amri, la polizia locale ha portato avanti una serie di perquisizioni che hanno riguardato ambienti del radicalismo islamico. Le forze dell’ordine hanno cercato di capire quali fossero le persone con cui il terrorista sarebbe venuto in contatto durante i suoi anni di detenzione in Italia.

La Procura di Roma ha confermato che due abitazioni ad Aprilia sono state oggetto di controlli da parte della Digos. Il pm Francesco Scavo ha affermato che in quelle case il terrorista ha vissuto lo scorso anno, quindi potrebbero ancora risiedere alcune persone che hanno avuto rapporti con l’attentatore. La polizia ha inoltre pubblicato una foto su Twitter che riprende Amri alla stazione ferroviaria di Porta Nuova a Torino il 22 dicembre alle 22:14. L’immagine mostra lo jihadista nell’atrio della stazione torinese, dove è arrivato a bordo di un treno della linea Sfm3, quella che collega Bardonecchia, al confine tra Italia e Francia, con il capoluogo piemontese. È da qui che il terrorista è partito per Milano. Le ricerche stanno continuando in collaborazione alle autorità tedesche e alla polizia di Milano con lo scopo di ricostruire le tappe del viaggio di Amri.

Secondo quanto appreso dagli investigatori, prima di partire per il capoluogo milanese, l’attentatore ha vagato per un paio d’ore all’interno della stazione e poi ha deciso di acquistare il suo biglietto alle biglietterie automatiche per andare a Milano. Il terrorista è stato poi ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia milanese. Nel frattempo, a Berlino è stato arrestato il presunto complice di Amri. L’uomo detenuto dalle autorità tedesche è un tunisino di 40 anni, sospetto di essere stato in contatto con il terrorista, giacché il suo numero di telefono è stato ritrovato nel suo smartphone.