Raid in Siria, l'America accusa la Russia Nella serata di ieri, un raid ha colpito un centro medico ONU ad Aleppo, in Siria, causando 13 vittime e diversi feriti. “Tutte le informazioni indicano chiaramente che si è trattato di un raid aereo – ha dichiarato Ben Rhodes, consigliere di Barak Obama – A nostro giudizio, solo i russi e il regime siriano potevano essere la causa di questa enorme tragedia umanitaria”. Immediata è stata la risposta del governo russo che nega qualsiasi responsabilità nella tragedia.

La tragedia si è consumata nell’Union of Medical Care and Relief Organization (UOSSM), centro medico della cittadina di Khan Touman, vicino ad Aleppo. Secondo quanto riferito dall’Osservatorio per i Diritti Umani, la zona, sotto il controllo dei ribelli, è stata attaccata da aerei di provenienza russa o siriana. Oltre a diversi feriti, uno dei quali in gravissime condizioni, il raid ha anche causato 13 vittime. Quattro di loro erano infermieri e paramedici in servizio al momento dell’attacco, mentre le restanti 9 erano combattenti ribelli. Secondo la BBC, i ribelli facevano parte del gruppo islamista Fatah-al-Sham, ufficialmente non vicino all’alleanza appoggiata dall’Occidente ma che combatte anche assieme al Libero Esercito Siriano.

“Consideriamo il governo russo responsabile dei raid aerei in questa zona” ha affermato Rhodes. Dopo le prime analisi su quanto accaduto in Siria, questa è la conclusione a cui sono giunti gli Stati Uniti. “Non ci sono prove per queste accuse” ha ribattuto Maria Zakharowa, rappresentante del Ministero degli Esteri a New York. “Prima di tutto, c’è assolutamente bisogno che la Federazione Russa e gli Stati Uniti d’America garantiscano il cessate il fuoco – ha dichiarato Federeica Mogherini, capo della politica estera dell’Unione Europea – Solo così riusciremo a portare avanti il lavoro umanitario e politico, una priorità per noi e anche per il popolo siriano”.