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Dopo cinque anni dall’ultimo film Harry Potter e i doni della morte, il maghetto con gli occhiali più famoso del mondo fa capolino anche a teatro, con lo spettacolo dal titolo Harry Potter and the Cursed Child, che, dopo le anteprime, andrà in scena al Palace Theater di Londra a partire dal 30 luglio.

La storia, basata sul racconto originale di J.K. Rowling, inizia laddove libri e film si erano interrotti, ovvero 19 anni dopo l’ultimo capitolo de I doni della morte. Il cast sarà diverso rispetto alla versione cinematografica, e a destare più scalpore tra i fan è stata la scelta di affidare la parte di Hermione Granger all’attrice di colore Noma Dumezweni, che, a causa della sua pelle, sarebbe inadatta per interpretare la migliore amica di Harry. Ci si aspettava, insomma, che la Hermione teatrale fosse della stessa etnia di quella vista al cinema, a cui dava il volto Emma Watson.

Questo fiume di polemiche è stato accolto tutt’altro che pacatamente dalla Rowling, che ha curato la sceneggiatura dello spettacolo. La scrittrice ha dichiarato di non aver mai specificato nei suoi libri quale fosse l’etnia di Hermione, ma sull’onda delle critiche a Noma Dumezweni, ha deciso di intervenire in modo diretto. In un’intervista all’Observer ha detto: “Un branco di razzisti mi ha detto che siccome Hermione ‘è sbiancata’ – cioè ha perso colore al viso dopo uno shock – allora deve essere una donna bianca, cosa che io ho molta difficoltà a capire. Ma ho deciso di non agitarmi troppo in merito e dire con fermezza che Hermione può essere una donna di colore con la mia assoluta benedizione ed entusiasmo”.

La reazione dei fan, che ha sorpresa si è focalizzata di più sulla scelta del cast che sulla continuazione della saga di Harry Potter, stata accolta con stupore anche dal regista John Tiffany e anche da Emma Watson, che addirittura mesi fa aveva pubblicato un post in cui si diceva entusiasta di Noma Dumezweni, e di non veder l’ora di vederla nei panni di Hermione.