Giancarlo di MuoioGiancarlo di Muoio è forse uno dei più importanti esempi di “cantante per il sociale” . Laureato in Scienze dell’Educazione, ha iniziato ufficialmente la carriera da cantante nel 2009, con il suo primo singolo “Amico Mio”, scritto e cantato con Fabio Concato. A breve pubblicherà un suo cd integrale e continuerà a portare avanti tantissimi progetti sociali che potremo tutti vedere presto.
Ecco l’intervista esclusiva VNews24 al cantautore Giancarlo di Muoio:

1)Ciao Giancarlo, presentati ai lettori, cosa fai nella vita?
Allora, innanzitutto sono un cantautore, solitamente mi occupo di argomenti sociali e di tematiche attuali. Nel 2009 ho scritto e cantato con Fabio Concato il mio primo singolo “Amico Mio”. Di cui il ricavato è andato interamente in beneficenza. Ora ho veramente tanti progetti in cantiere.

2)Come ti è nata la passione per questo genere?
Durante il mio corso universitario di legislazione scolastica c’era un insegnante bravissimo che ci ha fatto lavorare prima su noi stessi che sui libri. In quella occasione ho lavorato su un progetto che riguardava la commissione antimafia. All’esame ho scritto una canzone e l’ho cantata davanti alla stessa commissione antimafia. E Da lì è partita la voglia di dare un contributo sociale al mondo.

3)Come hai conosciuto Fabio Concato ?
Lavoravo al Centro Ambrosiano di Solidarietà, da lì è nato il progetto sull’integrazione e sull’amicizia nel quale ho conosciuto Fabio. E’ nato tutto lì, negli studi di Mediaset.

4)Progetti futuri per il 2016?
Probabilmente uscirà il mio primo disco intorno a Maggio o giugno. Poi stiamo anche pensando di farci una trasposizione teatrale. Ma per questo non posso dirvi di più. Quello che posso dirvi è che stiamo lavorando molto e non vediamo l’ora di fare uscire il disco nuovo, in cui ci sarà “Amico mio” e una canzone sull’alcolismo giovanile (e molto altro ancora).

5)Sei proprio sicuro che l’Italia sia il posto giusto per trattare determinati argomenti?
Grazie per la bellissima domanda. Guarda è proprio nei momenti difficili che il sociale deve venire fuori. Ed è proprio in questi periodi che dobbiamo far sentire la nostra voce. La musica deve farsi sentire più di ogni altra cosa adesso.
Io sinceramente mi sento obbligato a far sentire la mia voce. La mia coscienza mi spinge a fare ciò.

6)La tua opinione su questa ondata di “islamofobia” in seguito ai fatti di Parigi.

L”altro”, o meglio, chi viene considerato diverso, è uguale a noi. I miei genitori mi hanno sempre insegnato a distinguere il bene dal male. CI sono brave e cattive persone ovunque. Ed è grazie all’educazione che si combatte il razzismo.
Io personalmente guardo negli occhi di una persona e capisco subito quello che c’è da capire. Gli occhi sono lo specchio dell’anima.

7)Secondo te la politica pone abbastanza attenzione sugli argomenti sociali di tutti i giorni, o semplicemente si focalizza su quei problemi che hanno più risalto mediatico?
Parlo per molti, la politica e lo stato dovrebbero occuparsi più dei bisogni della persona, la persona non è più al centro della politica. Le persone sono sempre più sole, noi siamo sempre più soli. Abbandonati. Dobbiamo sicuramente essere più protetti e aiutati anche nella vita di tutti i giorni.
8) Come si può fare per avvicinare i giovani, sempre più succubi dell’influenza della televisione, ai problemi sociali?
Io personalmente sto notando nei giovani un cambiamento di tendenza, vedo molto più interesse negli argomenti sociali rispetto al passato. Sono ottimista e fiducioso.
La musica è un linguaggio universale. Certo non ha la verità in tasca, ma può veicolare un messaggio importante. Il suo scopo è fare del bene.

9)Qual è l’argomento sociale che più ti tocca?
Omertà e onestà. Tutti noi abbiamo il dovere di condannare le cose che non vanno. La storia di Falcone e Borsellino, miei grandi idoli ed esempi, dev’essere da esempio per tutti.