Isis "protetto" da Apple

Le regole imposte dall’Isis ai propri miliziani ricoprono una notevole quantità di scenari. Oltre a quelle ben note sui costumi e le usanze, esistono delle imposizioni anche riguardo le modalità di comunicazione interne al fine di non poter essere intercettati. Un manuale pubblicato da Wired.com, e diffuso tra le fila jihadiste, tocca nel dettaglio numerosi casi per proteggere gli account social.

Tra i tanti suggerimenti, il manuale di protezione informatica dell’Isis sconsiglia di utilizzare Facebook, Instagram e WhatsApp in quanto non proteggono la privacy e possono essere facilmente spiati. Bandita anche Skype, di Microsoft, in quanto integra una backdoor utilizzata dalla polizia. Inoltre, secondo Wired, non ci sono prove in merito all’utilizzo della chat della PlayStation 4 durante gli attentati di Parigi o per la comunicazione tra i jihadisti dell’Isis.

Altro dettaglio riguarda l’utilizzo dei classici SMS. Nel manuale si legge: “E’ noto che i network GSM sono criptati per l’utente medio, ma si tratta di una criptazione debole e facilmente penetrabile con apparecchiature di poche migliaia di dollari. È preferibile non utilizzarli”. Al contrario, l’Isis consiglia di usare l’applicazione nativa dei dispositivi Apple iMessage visto che “neanche Apple può monitorare”.

In merito alle comunicazioni audio e video, viene consigliato l’uso di FaceTime (altro servizio Apple). Come iMessage, anche in questo caso si tratta di comunicazioni criptate end-to-end migliori anche delle comunicazioni GSM e a cui Apple non può garantire accesso. Infine, viene fatto il nome anche della famosa applicazione di messaggistica Telegram. Questa garantisce, infatti, un sistema di autodistruzione dei messaggi insieme alla sicurezza end-to-end a cui nessuno può accedere.