Centrodestra
La rossa Bologna invasa dal verde della Padania. Dentro alla piazza i sostenitori di Lega, Forza Italia e Fratelli di Italia; fuori gli scontri tra antagonisti e forze di polizia. Così, mentre sul palco si susseguono gli interventi dei tre leader del centrodestra, fuori volano fumogeni e manganellate: sono queste le due facce di un pomeriggio che può segnare la svolta del futuro della destra italiana: “Con Matteo, Giorgia e Silvio vinceremo”, proclama Berlusconi: la direzione è chiara.

In molti si chiedono: ma Matteo Salvini non era quello del “mai più con Berlusconi”? Se lo chiedono anche alcuni attivisti del Carroccio che fischiano il discorso dell’ex Cavaliere. Ci si chiede allora: cosa è cambiato rispetto agli ultimi mesi? Politicamente niente: il partito di Berlusconi si è sempre dichiarato a parole su posizioni moderate ed in Europa è sempre schierato con il Partito Popolare contro quella Marine Le Pen tanto amata ed osannata dal segretario leghista. Semplicemente tutti e tre hanno colto la consapevolezza che solo uniti possono vincere, contro Matteo Renzi e contro Beppe Grillo: il primo è “il Duce del Partito Democratico”, il secondo “parla come Hitler”. Le parole sono quelle di Silvio Berlusconi: dove sta la moderazione del leader di Forza Italia? Queste dichiarazioni danno l’idea di una deriva estremista, che tuttavia poco piace ad alcuni illustri esponenti del partito se anche la fedelissima Mariastella Gelmini arriva a dichiarare: “Questa non è la nostra piazza”.

Tuttavia, i vecchi ritornelli non cambiano mai e quindi c’è spazio anche per un attacco di Berlusconi ai giudici: “E’ una magistratura politicizzata che usa la legge come vuole, e usa processi e sentenze per fare politica e far fuori gli avversari politici”. Sempre a proposito di attacchi e di moderazione, c’è da registrare la pacatezza di Matteo Salvini nei confronti del ministro degli Interni Alfano: “Non andremo mai con un personaggio inutile e incapace come Angelino Alfano. Alfano, occupati dei poliziotti, cretino che non sei altro, difendi la tua gente, difendi gli italiani per bene, espelli qualche clandestino se ne sei capace, e lascia perdere la politica che non fa per te”. Così, in questo clima di tutti contro tutti, si inserisce anche Giorgia Meloni: “Renzi e Alfano sono come Stanlio e Olio”. La via per il futuro del centrodestra è stata tracciata: la moderazione (per ora) è stata messa da parte. Gli obiettivi, invece, sono un po’ meno chiari: “Alle prossime elezioni politiche raggiungeremo insieme il 40%”: tuttavia, per come è stato approvato l’Italicum, il premio di maggioranza andrà ad una singola lista, non ad una coalizione di tre liste. Forse c’è qualcosa da rivedere, che sia l’Italicum o il futuro del centrodestra.