USA dichiarano di ricorrere a offensive di terra contro lo Stato Islamico

USA – Gli Stati Uniti hanno annunciato un cambiamento nella loro campagna contro i militanti dello Stato Islamico in Iraq e Siria, includendo anche offensive di terra. Il ministro della difesa Ash Carter ha dichiarato che sono previsti anche maggiori attacchi aerei contro “obiettivi di alto valore”. Alcuni commentano che le sue affermazioni mostrino la mancanza di progressi nello sconfiggere il gruppo terroristico. In seguito, la Casa Bianca ha aggiunto che per la prima volta l’Iran sarà invitata a prendere parte a una discussione internazionale sulla guerra in Siria.

I commenti del ministro Carter alla Commissione per i Servizi Armati del Senato sono stati espressi a una settimana dal salvataggio di dozzine di ostaggi catturati dallo Stato Islamico da parte delle forze statunitensi e irachene. “Non ci tireremo indietro dal sostenere partner competenti in attacchi opportunistici contro lo Stato Islamico, né dal condurre direttamente le missioni, sia attraverso attacchi aerei sia tramite offensive sul terreno“, ha annunciato il ministro Carter. “Vogliamo intensificare la campagna aerea ricorrendo a ulteriori velivoli – ha aggiunto- per combattere l’ISIS con attacchi più forti e frequenti. Questo implicherà più offensive contro lo Stato Islamico e gli obiettivi di alto valore mentre la nostra intelligence migliora”.

Una coalizione guidata dagli Stati Uniti ha dato il via agli attacchi aerei contro lo Stato Islamico in Iraq e in Siria già lo scorso anno. Il presidente americano Barack Obama, all’epoca, aveva affermato che l’obiettivo era di degradare e distruggere l’ISIS. Nonostante il presidente Obama non abbia impiegato forze militari sul terreno in Iraq, gli Stati uniti contano circa 3mila 500 truppe nel Paese che si sono impegnate nell’istruire le forze irachene e avevano un ruolo limitato nei conflitti.

Nel frattempo il portavoce del dipartimento di stato statunitense John Kirby ha rivelato che non è ancora sicuro se i leader iracheni prenderanno  parte o meno alle discussioni che si terranno a Vienna questa settimana. Alle riunioni saranno presenti delegati speciali provenienti da Russia, Arabia Saudita e dalle nazioni europee.