Marò
Salvatore Girone non rientra in Italia e Massimiliano Latorre tornerà in India al termine del permesso concesso dalle autorità indiane per ragioni di salute. Lo ha deciso il Tribunale Internazione del Diritto del Mare di Amburgo, in seguito all’attivazione della procedura di arbitrato internazionale da parte dell’Italia. La prima richiesta del Governo italiano è stata quella di revocare le misure temporanee sui due marò, concedendo loro la permanenza in Italia durante il procedimento giudiziario. Richiesta bocciata dal Tribunale di Amburgo.

In secondo luogo, l’Italia ha chiesto che l’India cessasse di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso marò. Richiesta accolta: “L’Italia e l’India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa”. Infatti, il Tribunale di Amburgo ha stabilito che spetta all’Aja giudicare il caso nel merito. Perciò il Tribunale del Mare “non considera appropriato prescrivere misure provvisorie” sul rientro in Italia dei marò, dal momento che questo “toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso”. Sarà quindi l’Aja a decidere se Salvatore Girone e Massimiliano Latorre potranno tornare in Italia per la durata del processo.

La prima reazione arriva dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: “L’Italia sperava diversamente. Avevamo chiesto altre cose, la sentenza non va nella direzione che avevamo richiesto”. Tuttavia, “Il governo non può fare altro che prenderne atto, poi si decideranno ulteriori passi da parte del Presidente del Consiglio e dei ministri competenti”. Dello stesso parere Francesco Francioni, giudice ad hoc nel Tribunale del Mare di Amburgo scelto dall’Italia: “Come possono essere efficaci tali misure senza che vengano revocate, pro tempore, le misure di limitazione della libertà individuale dei due marò italiani?”.