Tattoo punto e virgola

Una moda tanto virale quanto benefica. “La tua storia non è ancora finita”, questo è il messaggio che il tattoo punto e virgola, onnipresente in questi giorni su Instagram e su altri popolari social network, vuole lanciare al resto del Mondo. La diffusione di questo particolare tattoo – permanente o all’henné, rimovibile in pochi giorni – è stata fortemente voluta dall’Associazione No Profit “Project Semicolon”, da sempre in prima linea nella lotta ai disturbi mentali, dall’ansia alla depressione. Fondata il 16 aprile del 2013, “Project Semicolon” ha a cuore le sorti dei ragazzi che non vedono altra via d’uscita che il suicidio per affrontare i propri demoni interiori. L’idea 2.0 del tattoo sfrutta due importanti passioni dei giovani – i social network e i tatuaggi – per diffondere un messaggio d’amore e speranza tramite una semplice foto, accompagnata dall’hashtag #thesemicolonproject.

Un punto e virgola come mezzo di sensibilizzazione: immediato e commovente il “claim” dell’Associazione (accompagnato anche da un video promozionale, anch’esso virale in rete), come spiegato la fondatrice e Presidente di “Project Semicolon” Amy Bleuel. “Ci siamo impegnati ad amare tutti coloro che stanno lottando con l’amore di Cristo – spiega la Bleuel – Non importa quale sia la credenza o la religione, noi li accettiamo. Perché noi siamo tutti sulla stessa barca. Vi chiedo di restare con noi per questo viaggio, potremmo sorprendervi”.

Guardato da sempre con sospetto per una moltitudine di motivi, per la prima volta il tattoo unisce il popolo del Web e non solo in un unico abbraccio, virtualmente proteso verso le persone più sensibili, spesso in preda alla drammatica sensazione di non vedere l’uscita in fondo al proprio, buio tunnel. Ma la via d’uscita c’è, e non risiede nell’alcol o nella droga, ma nell’amore. Quell’amore espresso da milioni di persone al Mondo attraverso un piccolo, commovente tattoo con il punto e la virgola.