Il pastore Hagee

San Antonio (Texas) – Alzi la mano chi non conosce i famigerati 10 Comandamenti. E’ il primo precetto religioso che la Chiesa cattolica inculca ai suoi fedeli, sin dalla tenerissima età. Nonostante tutti – o quasi tutti – li conosciamo a memoria, non sempre li applichiamo con la medesima rigidità. Negli USA, ritenuta universalmente la patria della libertà e dei diritti civili, il rispetto dei precetti consegnati a Mosè è ritenuta una questione di estrema importanza, specialmente tra i preti ed i pastori protestanti che riempiono le loro parrocchie lodando la parola del Signore. Protagonista di questa vicenda dai contorni grotteschi è appunto un pastore, tale John Hagee, che prende di mira il gentil sesso in una particolare fase della propria vita.

“ARRESTATELE”. Nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano “Newslo”, il pastore Hagee ha duramente criticato tutti coloro i quali invocano il nome di Dio invano, prendendo di mira in particolare le donne che chiamano il Signore mentre fanno sesso. “Una delle cose che la Bibbia ha sempre denunciato è l’assunzione del nome di Dio invano – premette il pastore nel corso dell’intervista – In effetti, uno dei 10 Comandamenti nel Vecchio Testamento afferma: “Non nominare il nome del Signore tuo Dio invano, perché il Signore non lascerà impunito chi usa il suo nome invano” (Esodo 20: 7) . La parola “vana” significa “senza motivo” o “inutile””. A questa piccola lezione di religione, segue l’aspra condanna del pastore. “Non c’è peccato più grande da parte delle donne di nominare invano il nome di Dio durante il sesso“, tuona Hagee, che arriva a proporre persino l’arresto per queste ignare peccatrici, giacchè secondo il pastore nominare il Signore durante l’amplesso è “Uno degli usi più osceni e sprezzanti del nome di Dio”.

Il pastore – che pare non brillare per particolari doti diplomatiche – non si ferma qui. Sempre al quotidiano americano dichiara: “In un Mondo in cui siamo circondati da crimini e morti, non si presta attenzione a un semplice atto di blasfemia: la gente commette peccati continuamente”. La soluzione, secondo il religioso, risiede nelle cosiddette maniere forti, in modo da compiacere anche il diretto interessato: Dio. “Se dipendesse da me, vorrei mettere ogni singola donna o una ragazza (che nomina Dio mentre fa sesso, n.d.R.) in carcere. Questo sarebbe un ottimo esempio della collera di Dio contro ciò che è, a mio parere, un terribile abuso del buon nome del nostro Creatore”. Con buona pace della carità e dell’amore professati proprio da nostro Signore.