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Padova – Dino Maglio, trentacinquenne carabiniere di Padova, ospitava ragazze straniere da tutto il mondo per poi drogarle e stuprarle. L’uomo è stato condannato lo scorso 28 marzo agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata su minore: la denuncia è arrivata direttamente da una sedicenne australiana. La giovane, contattata attraverso il sito Coachsurfing.com, è stata ospitata insieme alla madre ed alla sorella dall’ormai ex carabiniere, per poi essere stuprata. Tuttavia, anche dagli arresti domiciliari Dino Maglio ha continuato ad abusare di diverse ragazze, contattandole sui social network e facendole arrivare nella propria abitazione. Secondo le indagini sarebbero sedici le vittime, di diversa nazionalità: argentine, armene, polacche, canadesi, portoghesi, ceche, tedesche, statunitensi e di Hong Kong. Per questo motivo Dino Maglio è stato sospeso dall’Arma dei Carabinieri e dallo scorso 3 aprile si trova in carcere. Le testimonianze sono state raccolte dai giornalisti dell’Irpi (Investigative Reporting Project Italy) e alcune di queste ragazze hanno deciso di raccontare la propria drammatica esperienza. Stando alle loro ricostruzioni, l’uomo si dimostrava inizialmente gentile ed accogliente, salvo poi offrirle il suo “vino speciale”: bevande che contenevano pasticche di un potente sonnifero (peraltro ritrovate dagli inquirenti nella sua abitazione). Così Dino Maglio stordiva le proprie vittime per poi violentarle. L’ex carabiniere si difende: “Era un rapporto consenziente”. Ma nulla lascia pensare che le parole di questo “mostro” siano la verità.

Dino Maglio