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Borgaro Torinese – Quando i cittadini lamentano un disagio forte come l’invivibilità della propria cittadina a causa delle angherie commesse dai rom, il cindaco decide per la salvaguardia di tutti… o, meglio, per il quieto vivere. Tra gli autobus gestiti dalla società Atm, il 69 è da sempre il più discusso, poiché collega la città alla baraccopoli dove vivono i rom della comunità locale. Infatti, la situazione pare essere diventata a dir poco invivibile per i cittadini che usufruiscono di questo servizio pubblico, disagio manifestato soprattutto sui social network ed ovunque la gente potesse appoggiare la richiesta d’intervento mai ascoltata dall’amministrazione torinese.

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Il sindaco Claudio Gambino, Pd, ha deciso di agire in merito sdoppiando la linea dell’autobus infernale e, sostanzialmente, ghettizzando i rom torinesi per la salvaguardia dei cittadini. Le argomentazioni riguardo questa scelta sono risultate chiare: “Si risolverà il problema senza che ci rimetta nessuno”, ha dichiarato Gambino, richiamando in maniera esemplare quell’atteggiamento che lo Stato italiano mantiene da sempre verso i rom. Lo stesso trattamento che permette agli abitanti delle baraccopoli di fare i propri comodi senza subirne le conseguenze, come la situazione lamentata alla stazione Termini di Roma, esempio conosciuto a livello nazionale.

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Anche l’assessore ai trasporti, Luigi Spinelli, ha supportato la posizione del sindaco: “È la soluzione migliore per tutti”, ha dichiarato l’esponente di Sel. Tuttavia, questa potrebbe ben presto rivelarsi la scelta meno appropriata per la tutela dei cittadini torinesi, poiché non fa che accantonare un problema che andrebbe risolto per altre vie, volte a regolamentare le vita dei rom nelle nostre città e quindi anche ad imporre a loro come a tutti i cittadini i doveri civili.