Austerity, lotta sui bilanci tra Parigi e Berlino

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PARIGI – Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, in un’intervista a RTL Z, attacca la politica francese: “La Francia, come altri Paesi, deve lavorare più duramente. Deve rispettare le regole del Patto di stabilità, riguadagnare competitività, rendere flessibile il mercato del lavoro”.

Secondo lui “la Francia non sta riuscendo a riportare gradualmente il suo bilancio in ordine, Parigi ha avuto due anni in più quando quando a noi ne hanno dato uno solo che, guardando indietro, non ci serviva nemmeno perché le misure le avevamo già prese e dovevamo solo aspettare che avessero effetti”. Sul paese francese “la pressione sta salendo, le misure che devono adottare sono sia sul fronte del bilancio che su quello delle riforme. Parigi deve recuperare competitività. Molti Paesi più piccoli hanno adottato misure difficili, come i Baltici, Portogallo, Irlanda e Grecia. Se tutti loro lo hanno potuto fare, potrà farlo anche un Paese grande come la Francia”, ha concluso.

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La cancelliera tedesca Angela Merkel, inoltre, afferma: “Non siamo ancora al punto in cui si possa dire che la crisi è alle nostre spalle. I Paesi devono fare i loro compiti per il loro benessere”. Ricorda anche che il patto di stabilità ha questo nome “perché non può esserci crescita sostenibile senza finanze solide”.

“Valuteremo il progetto di legge di stabilità alla luce degli impegni presi nelle raccomandazioni, la nostra posizione è che gli impegni vanno rispettati”, questo il commento da parte del commissario agli affari economici Jyrki Katainen, a cui risponde il ministro delle finanze francese: “Non chiederemo ulteriori sforzi ai francesi. Perché il governo adotta la serietà di bilancio per rilanciare il Paese, ma rifiuta l’austerità”, confermando il rialzo sulle stime del deficit, il 4,4% del Pil nel 2014 e 4,3% nel 2015, fino ad arrivare al 3% nel 2017.

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La Francia, seppur abbia sulle spalle un debito di oltre 2.000 miliardi di euro, continuerà con il taglio alla spesa pubblica anche nel 2015 arrivando a risparmiare quasi 7,7 miliardi sui costi dello Stato e degli operatori. Facendo questo, la spesa pubblica si abbasserà dal 56,5% al 56,1% nel prossimo anno, fino a scendere al 54,5% nel 2017.

Michel Sapin, ministro delle finanze francese, conclude affermando come la Francia “si è assunta la responsabilità” riguardo ai conti pubblici, e l’Unione Europea “deve a sua volta assumersi le sue, in tutte le sue componenti”. Il messaggio, ha precisato, è diretto ai cosiddetti “Paesi in surplus”, con particolare riferimento alla Germania.