ebola oms

Sono passati nove mesi dall’inizio dell’epidemia di Ebola e la situazione è sempre più drammatica. Pochi giorni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato lo status di “emergenza di salute pubblica di livello internazionale”: l’ultimo bollettino parla di 1013 morti e 1848 casi censiti. Numeri spaventosi e il timore è che questo sia solo l’inizio. Le oltre mille vittime provengono tutte dall’Africa Occidentale, ma il rischio che l’epidemia si diffonda in Italia e nel resto del mondo è alta.

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L’EBOLA IN ITALIA – “L’Italia non corre il rischio di epidemia di ebola e quello di Lampedusa è solo un falso allarme”: a riportarlo è il Ministero della Salute, che in una nota ufficiale conferma che non esistono pericoli per il nostro Paese. Inoltre, le associazioni di categoria di Lampedusa chiederanno dieci milioni di euro di risarcimento per la falsa notizia circolata nei giorni scorsi su Internet su presunti casi di ebola nell’isola. Tuttavia il timore di tutti i cittadini resta alto e l’allerta presso le istituzioni è massima.

“ETICO L’USO DI FARMACI SPERIMENTALI” – Dopo giorni di polemiche l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è riunita in un vertice a Ginevra della durata di 36 ore. L’Oms ha così sancito che è “etico” l’uso di un farmaco sperimentale per combattere il virus dell’Ebola: il siero Zmapp, inventato negli Stati Uniti. Così si legge in una dichiarazione dell’Oms: “Abbiamo raggiunto il convincimento unanime che sia etico offrire profilassi non testate la cui efficacia debba essere ancora dimostrata così come eventuali effetti collaterali negativi, come potenziale trattamento o procedura di prevenzione”.

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CASO MIGUEL PARAJES – Intanto martedì è morto Miguel Parajes, il 75enne missionario spagnolo che aveva contratto l’ebola in Liberia. A renderlo noto è lo stesso ospedale di Madrid, dove il prete era stato ricoverato. Il sacerdote è deceduto nonostante sembra avesse ricevuto il siero Zmapp statunitense, un farmaco sperimentale finora rilevatosi efficace. Tuttavia l’ospedale non ha confermato che Miguel Parajes sia stato sottoposto al trattamento con Zmapp, anche se  il ministero della Salute spagnolo aveva riferito lunedì di aver ottenuto il farmaco per curare il missionario.