isola di Dino

 

 

Calabria 1- Agnelli 0. Vittoria schiacciante per la punta dello Stivale sulla blasonata famiglia proprietaria della FIAT. L’ Isola di Dino, perla del Tirreno calabrese acquistata dall’ avvocato Gianni Agnelli nel 1962, torna nelle mani del Comune cosentino di Praia a Mare. A stabilirlo, una sentenza emessa dal Tribunale di Paola, sezione distaccata di Scalea. Il  discusso contratto di compravendita dell’ isola, stipulato oltre cinquanta anni fa, che consegnava al gruppo Agnelli questo angolo di paradiso, è stato finalmente annullato, per la gioia dei cittadini di Praia a Mare, in primis del sindaco della località balneare calabrese Antonio Praticò.

LEGGI ANCHE: I 5 PAESI DEL MONDO IN CUI VIVERE DA RICCHI CON MENO DI 1000 EURO AL MESE

Si chiude, così, un contenzioso durato oltre venti anni, che ha visto tre agguerriti contendenti rivendicare il possesso dell’ ambita Isola di Dino: la nota famiglia Agnelli, il Comune di Praia a Mare e persino i discendenti di Federico II di Svevia (che ne rivendicarono la proprietà con una lettera). Gianni Agnelli acquistò l’ isola calabrese con il chiaro intento di farne una meta turistica d’ alto livello, attraverso la creazione di strutture ricettive d’ elite. Il progetto, tuttavia, non andò in porto: il gruppo guidato dall’ avvocato riuscì solo a realizzare alcuni cottages, oltre ad alcune piccole opere. La causa dell’ improvviso “stop” ai lavori pare sia da ricercare nelle “solite” prescrizioni amministrative, che hanno reso impossibile proseguire nell’ opera di ammodernamento dell’ isola. Quel poco che Agnelli è riuscito a costruire sul suolo di Dino è stato preso di mira dai soliti, incivili vandali, che hanno depredato e distrutto gli immobili presenti sull’ isola.

LEGGI ANCHE: VERATOUR, “L’ INVIATO SPECIALE”: IL CONTEST ONLINE PER RACCONTARE IL VILLAGGIO VACANZE

Chiusa questa lunga e travagliata pagina, sarà ora compito del Comune di Praia a Mare rilanciare turisticamente l’ Isola di Dino, che risulta essere anche la più grande tra le isole calabresi. L’ impresa potrebbe non essere facile, ma nemmeno impossibile, considerando l’ enorme e variegato patrimonio floreale e faunistico che il territorio di Dino offre. Sull’ isola vegetano rigogliose, infatti, la rarissima Palma Nana e soprattutto la Primula di Palinuro, inserita nell’ elenco  IUCN delle specie floreali a rischio. I turisti, inoltre, potrebbero scorgere, tra la fitta vegetazione, diverse specie volatili: gabbiani, uccelli migratori e persino rapaci. Un vero paradiso terrestre, la cui sorte turistica è strettamente legata a quella del territorio calabrese, troppo spesso vittima di scempi ed abusi edilizi, oltre che dell’ incuria e dell’ ignoranza di autoctoni e turisti.