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Il fatto che attrezzature elettroniche quali computer, televisione e Playstation, creino una forte dipendenza nei soggetti che ne fanno un utilizzo smodato, è cosa ormai risaputa. Negli ultimi anni abbiamo inoltre assistito alla rapida ascesa, sul panorama mondiale, dei social network; questi virtuali luoghi di incontro, che hanno il pregio di abbattere le barriere dell’isolamento fisico tra milioni di persone, presentano tuttavia il pericolo di far sviluppare negli utenti una dipendenza patologica, estremamente pericolosa e dannosa. Oggi, uno studio apparso sul periodico “The Social Science Journal” rivela che anche i servizi di messaggistica istantanea, tra i quali l’ormai celebre “Whatsapp“, possono indurre assuefazione negli utilizzatori abituali.

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Lo studio, condotto dall’Università del Kuwait e capitanato da un esperto negli studi comportamentali sui consumatori, è stato effettuato su un gruppo eterogeneo formato da oltre 500 individui. A queste persone, che quotidianamente adoperano servizi quali Whatsapp e affini, è stata rivolta una speciale intervista, al fine di far emergere alcuni tratti comportamentali caratteristici. I risultati sono stati estremamente sorprendenti: misurando in particolare le soglie di estroversione ed ansia sociale dei partecipanti, gli studiosi hanno scoperto che quasi un terzo degli intervistati arriva ad utilizzare servizi di messaggistica fino a 12 volte in un’ora.

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La notizia più sconcertante, però, è il fatto che più della metà dei soggetti sottoposti allo studio, abbia dichiarato di sentirsi in qualche modo dipendente da applicazioni quali Whatsapp, o comunque di essere affetto da qualche sorta di dipendenza tecnologica. Al contrario, solo il 40% degli intervistati si è dichiarata a tutti gli effetti non dipendente da tali applicazioni. Le cause di questa preoccupante “epidemia tecnologica” sarebbero da ricercarsi, secondo quanto emerso dalla ricerca stessa, in diversi fattori sociali: tra questi, in particolare, la costante ed affannosa ricerca di contatto sociale, la noia e il bisogno di informazioni più o meno necessarie.