Ritiro lampade Ikea, allarme per i bimbi: “Rischiano di strangolarsi”

Ikea
Il modello “Smila”, da riconsegnare quanto prima all’azienda

I bambini rischiano il soffocamento: è questa la spiegazione del gesto del colosso svedese Ikea, che ha deciso di ritirare milioni e milioni delle lampade vendute alle famiglie per allestire camerette per i più piccoli. L’allarme è stato dettato da un tragico episodio avvenuto nel Regno Unito a fine 2013, quando un bimbo di soli 17 mesi è morto strangolato proprio dal cavo di una di quelle lampade destinate ai bambini. Oggi Ikea ha scelto il rapporto con i clienti e la loro tutela, avvisando il pubblico con una nota diffusa nei punti vendita e sul sito ufficiale.

LEGGI ANCHE: Calcio, colpi di testa causano danni cerebrali: bimbi a grave rischio

E’ prioritario, comunica la svedese, allontanare immediatamente i propri bambini da quelle lampade e restituirle all’azienda, per evitare che si ricreino le condizioni di un altro tragico e potenzialmente mortale incidente. Pare ovvio che queste avvertenze vadano estese non solo ai prodotti Ikea, ma anche ad altre lampade da cameretta che espongono ai bambini un filo elettrico lungo, con il quale è facile favorire questo tipo di situazioni. Infatti, la stessa azienda aveva avvisato la clientela che le suddette lampade a cuore, a stella, a fiore e a mezzaluna non andavano esposte ai letti dei bimbi.

LEGGI ANCHE:Asili nido: per risparmiare non cercano supplenti, a scapito dei bimbi

Destinate alla pura decorazione degli spazi riservati ai più piccoli, questi elementi non avrebbero dovuto nuocere proprio a loro, ma Ikea ha deciso comunque di ritirarle per la tutela dei clienti. In realtà, il colosso del mobilio ha già dovuto ritirare dei baldacchini destinati sempre ai bambini: elementi con i quali un ragazzino ha rischiato di strozzarsi abbastanza recentemente. Per fortuna, lo hanno salvato i genitori in extremis, ma l’azienda ha comunque preferito ritirare dal mercato e dalle case del proprio pubblico anche questo prodotto.

Del resto, la svedese non è per nulla nuova a questo tipo di episodi, come per il modello di tazze di vetro che si rompeva continuamente nelle mani dei clienti e fu ritirato nel 2011. Probabilmente, vi suonerà più familiare l’episodio dei seggiolini “killer”: modelli in cui il cinturino per la messa in sicurezza dei bambini risultava soffocante oppure si apriva da solo.

LEGGI ANCHE: Avvelena lo yogurt e lo dà alla scuola: 19 bambini gravi in ospedale