omicidio-suicidio

Scandiano – Un omicidio-suicidio ha visto colpevole e poi vittima di sé stesso un 66enne, che si è tolto la vita dopo aver ucciso il figlio 35enne, che si trovava in ospedale. Quest’ultimo era ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale della cittadina in provincia di Reggio Emilia, quando è stato raggiunto dal padre. Pare che il giovane fosse in cura per diabete, ma il movente di un gesto così estremo potrebbe essere celato da problemi peggiori e dettagli che sono ancora attesi dal Direttore in via ufficiale.

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I carabinieri accorsi sul posto, infatti, ipotizzano che si possa trattare di tossicodipendenza, che avrebbe spinto il padre del 35enne a farlo fuori senza pietà. Il 66enne ha agito abbastanza celermente nella dinamica che lo ha portato dall’omicidio del figlio al suicidio: avvicinatosi al letto del 35enne, ha estratto dalla giacca una pistola e ha sparato finché non fosse certo di aver ucciso il proprio figlio. L’arma del delitto era regolarmente detenuta dal colpevole: proprio sulla facilità con cui vengono concessi i permessi di detenzione di armi ai civili si è discusso in passato, senza però arrivare a conclusioni rilevanti.

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Testimone della tragica scena è stato un malato che stava dormendo nella stessa stanza attrezzata per ospitare il 35enne ucciso in seguito. Sembra quasi una fortuna che il 66enne abbia deciso di risparmiare il malato accanto, gesto del quale non saremmo così certi se l’omicida non avesse premeditato anche il suicidio. Comunque, sul testimone oculare non sono stati rivelati dettagli significativi, si sa solo che egli è stato trasferito un un’altra stanza del reparto e si temono le conseguenze di un eventuale trauma riportato a seguito di ciò a cui ha assistito.

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