Api assassine

Api assassine

 

Los Angeles – California. La scena di fronte alla quale si sono trovati pompieri e soccorritori ha veramente dell’incredibile: un’anziana signora di 71 anni, residente a Palm Desert, una comunità a circa 122 km a est di Los Angeles, letteralmente ricoperta di api. La donna, che si trovava in visita presso alcuni familiari, è stata vittima di un attacco da parte di questi insetti, che non le hanno lasciato scampo. Ricoverata d’urgenza nella più vicina struttura ospedaliera, con oltre 1.000 punture sul suo corpo, la signora è miracolosamente sopravvissuta alla quantità di veleno iniettatale dalle migliaia di temibili pungiglioni.

Pare che le api avessero costruito un alveare all’interno di una cabina “Verizon“, adibita alla locazione di cavi e snodi per le telecomunicazioni. Nel momento in cui un’operatore dell’azienda, durante un abituale controllo di routine, ha aperto il contenitore, gli insetti si sono sentiti minacciati, e hanno creato uno “sciame assassino” che ha cominciato a seminare il panico nei dintorni, colpendo la sfortunata 71enne e i soccorsi giunti in aiuto della donna. Tra i vigili del fuoco giunti sul posto, parecchi sono stati punti e ben 4 sono stati portati in ospedale. Per riportare l’ordine, è stato inoltre richiesto l’intervento di un’esperto apicoltore, che ha utilizzato il fumo per stordire le api. L’alveare è stato rimosso, senza essere distrutto, ed è stato portato presso un’apicoltura, dove verrà utilizzato per la produzione di miele e pappa reale.

Le api cosiddette “africanizzate“, autrici dell’attacco, soprannominate nella cultura popolate col famigerato nomignolo di “assassine”, sono state introdotte negli Stati Uniti d’America a partire dagli anni 50 del Novecento. Esse furono generate dal biologo  Warwick Estevam Kerr, il quale, accoppiando api originarie del continente africano con comuni api europee, diede vita a questa specie di insetto ibrida, che permetteva migliori proliferazione e produttività in condizioni climatiche generalmente non idonee all’apicoltura. Durante i decenni successivi sia media che produttori cinematografici hanno sfruttato la psicosi, spesso esagerata ed ingiustificata relativa alla minaccia dell'”ape assassina”. Il motivo di questa mistificazione è da ricondurre semplicemente al maggiore atteggiamento difensivo con cui queste api gestiscono il loro habitat, rispetto alle loro parenti europee.