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Al confine tra la Siria e la Giordania, un bimbo di soli 4 anni è stato trovato a vagare da solo verso la libertà: la foto che lo ritrae ha girato il web, perché ora il piccolo Marwan è il simbolo dei rifugiati dalla guerra che sta devastando i siriani. A prendersi cura di lui, non appena trovato, alcuni volontari dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, anch’essi vaganti lungo il confine che molte famiglie tentano di attraversare per fuggire dalla guerra, come accaduto per questo bambino: la sua storia risulta a dir poco commovente, perché, stando a quanto raccontato dai volontari, pare che anche Marwan stesse viaggiando con i familiari, ma deve essere rimasto indietro lungo l’attraversamento del confine che delimita la Siria ed essersi conseguentemente perso.

Per le madri che vivono in Paesi così disagiati, peraltro, è comune non veder crescere un figlio, perché ucciso da una bomba, dalla fame o da malattie incurabili in una civiltà sottosviluppata: la ricerca di un bambino disperso, dunque, non è tra le opzioni di chi si accolla la responsabilità tutelare di una famiglia numerosa. Ciò, tuttavia, non ha impedito al bambino di continuare a camminare con la sua busta di plastica, in attesa di poter trovare accoglimento presso chi anche la sua famiglia avrà sperato d’incontrare, lontano dagli orrori della guerra, la cui realtà è stata raccontata agli italiani da un servizio speciale de Le Iene. I rifugiati, infatti, sono le prime vittime della guerra e, come affermato da Andrew Harper, rappresentante per Alto Commissariato delle Nazioni Unite in Giordania, “Non succede così raramente. Nella confusione che  contraddistingue il passaggio del confine, con le madri che trasportano diversi bambini e i loro averi, capita che qualcuno si perda“, assicura il portavoce. Se interessati ai risvolti traumatici della vita dei cittadini siriani durante quest’interminabile guerra, potete visionare il servizio-reportage in basso.

TRINCIA: Dentro la guerra siriana