eutanasia

Il Belgio ha esteso la legge sull’eutanasia anche ai minorenni, suscitando le proteste dei cattolici e di tutte le altre confessioni religiose: sarà il primo Paese nel mondo a permettere l’eutanasia, definita a volte anche “dolce morte”, per bambini ed adolescenti di ogni età. La notizia risulta choccante, ma deriva dalle segnalazioni di medici che hanno garantito l’applicazione della stessa su almeno 10 casi l’anno, tanto è alta la percentuale di bambini affetti da malattie incurabili od in condizioni di grave sofferenza. La legge appena approvata, comunque, risponde a precisi parametri, con l’assenza dei quali l’applicazione dell’eutanasia al minore risulterà illecita; i requisiti perché l’ipotesi della “dolce morte” possa essere valutata dovranno essere: la mancata capacità di giudizio del minore, la presenza di una patologia incurabile e la marcata incidenza delle sofferenze dovute alla malattia sulla vita quotidiana del giovane.

I cattolici, d’altro canto, hanno portato avanti si da subito una lunga battaglia per contrastare l’approvazione della legge sull’eutanasia anche su minore, denunciando il rischio di “banalizzazione” della pratica, che in tal modo porrebbe sullo stesso piano pazienti adulti e bambini: il primo approccio verso la protesta è stato verbale, ma i cattolici del Belgio si sono anche dati allo sciopero della fame ed ad altre forme di manifestazione del proprio dissenso. Approvata la legge, anche appartenenti ad altre confessioni religiose si sono uniti alla protesta contro l’eutanasia su minore, ma, di fatto, l’effetto del decreto, approvato già lo scorso 12 dicembre, sarà effettivo non appena saranno portate a termine le pratiche burocratiche: infatti, è bastato il voto del senato a concludere la fase di discussione della legge, ora manca soltanto la firma di re Filippo, che resta puramente una formalità.

In realtà, il Belgio sarebbe il primo Paese al mondo a non porre alcun tetto d’età sotto il quale l’eutanasia non possa essere praticata, ma già nel lontano 2002 l’Olanda legalizzò la pratica della “dolce morte” sui minori, a patto che avessero età superiore a 12 anni. Già allora il caso fece molto discutere le potenze mondiali e le polemiche non si fecero attendere, ma pare che, nel caso del Belgio, la popolazione sia in maggioranza favorevole all’estensione della legge sull’eutanasia anche ai minori: i cittadini si sarebbero mostrati per circa il 73% a favore, secondo i sondaggi condotti sull’intero Paese. Probabilmente, la reazione più comune sarà il trasferimento di alcuni pazienti dagli altri Paesi al Belgio, per l’attuazione dell’eutanasia su minori in gravi condizioni cliniche, ammesso che i genitori o chi per essi condivida l’ideologia che si cela da sempre dietro la somministrazione della “dolce morte”.