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Ancona – Era choccata dall’etichetta datale dalla professoressa, così si è costretta al digiuno fino allo svenimento: tutto è accaduto ieri nell’Istituto Donatello, dove una 13enne ha perso i sensi e la verità sulla sua sofferenza è divenuta di dominio pubblico. Da ben 10 giorni, la ragazzina stava portando avanti l’astinenza totale da cibo, tanto che il suo corpo non ha retto lo sforzo ed è collassato, a causa di un insulto che una professoressa di sostegno le aveva indirizzato davanti ai compagni di classe. L’aveva definita: “Cicciona di Napoli“, ad informarne la ragazzina è stata sua cugina, che le ha riferito la notizia e l’ha spinta a cercare conferme di quello che sembrava solo uno scherzo di cattivo gusto. La madre della 13enne si è molto risentita di quanto accaduto, perché, soprattutto con i tempi che corrono, la vigilanza e tutela da parte degli insegnanti resta l’ultima spiaggia per i genitori che vorrebbero sapere al sicuro i propri figli: “È un fatto grave”, ha dichiarato la donna ai media, “Non ammetto un comportamento del genere da parte di educatori. Dopo quel fatto mia figlia è dimagrita quasi dieci chili.” Infatti, la ragazza ha perso precisamente 9 kg in soli 10 giorni, calo di peso che certamente non può essere considerato sano all’età si soli 13 anni e soprattutto se motivato da una profonda depressione, quale quella vissuta dalla protagonista della vicenda in esame. Del suo dramma la 13enne aveva già raccontato al vicepreside e professore di religione dell’istituto Donatello, Marco Domenichelli, ma le indagini hanno richiesto alcuni giorni, proprio quelli in cui la ragazzina avrebbe potuto prevenire lo svenimento ed essere aiutata: “Una cosa inaudita, stavamo compiendo accertamenti“, ha affermato l’uomo, “Non vorrei che ci trovassimo di fronte a una battuta interpretata male”.