2012-08-17-03-52-32-pena

Oklaoma – Una morte disumana, anche per un criminale. La condanna alla pena di morte eseguita su Kenneth Hogan, 52enne, ha choccato il mondo: invece che il solito farmaco, di prassi di questi casi, è stato usato del barbiturico, soluzione iniettata solitamente per effettuare l’eutanasia sugli animali. Una tale disumanità, anche per gli effetti riportati dai condannati prima del sopraggiungere della morte, ha portato le aziende farmaceutiche europee fornitrici di barbiturici ad interrompere l’invio di altre dosi ai fini della somministrazione su esseri umani. Hogan era stato condannato a morte per omicidio nel lontano ’88: nel suo caso, è stato usata una fiala di pentobarbital, a seguito della somministrazione della quale l’uomo ha riportato alcuni malori, poco prima che sopraggiungesse la morte. ”Sono colpevole”, aveva affermato il condannato, nei suoi ultimi istanti, “e mi assumo la piena responsabilità delle mie azioni. Sento un sapore chimico in bocca, vado, vado… ” Anche un altro condannato, precedente a Hogan, Michael Lee Wilson, lo scorso 9 gennaio è stato ucciso con lo stesso farmaco ed aveva descritto sensazioni dolorose: “Sento tutto il corpo bruciare”, erano state le sue ultime parole. L’utilizzo di questo barbiturico per l’applicazione delle pene di morte, comunemente usato per l’eutanasia sugli animali, è assolutamente illegale a livello federale, tuttavia i casi in cui lo Stato ha comunque proceduto sono già due.