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Mumbai. Per ora, il bambino salvato incolume dalle macerie del palazzo di cinque piani crollato stamattina nella capitale economica dell’India è l’ottavo sopravvissuto. Finora, solo sette persone sono state tratte in salvo dai soccorsi, come riferisce un funzionario dell’Authority indiana di gestione dei disastri nazionali (Ndma), secondo cui, delle 22 famiglie che abitavano in quel palazzo, circa una decina di persone risulta dispersa, ma in molti sperano di poter rivedere i propri cari sani e salvi. I lavori di soccorso non si fermano, gli escavatori continuano a rimuovere macerie su macerie in attesa di ritrovare gli altri residenti o, se non altro, i loro corpi, affinché siano restituiti ai loro cari. “Il mio cuore ha paura. Sto semplicemente sperando”, ha confessato ai media una nonna che viveva in quello stesso edificio con sua figlia ed i suoi nipoti. Stando a quando comunicato dal  Bombay Municipal Corporation, i condomini erano dipendenti delle amministrazioni locali e vivevano lì con le proprie famiglie. A quanto pare, essi erano stati già da tempo invitati a lasciare il palazzo perché “era vecchio. Abbiamo chiesto alle persone di lasciarlo in aprile”, ha affermato Vijay Khabale-Patil, portavoce del governo municipale, “ma non lo hanno fatto.” I corpi di alcuni sono già stati tratti fuori dalle macerie.

Solo una settimana fa, un edificio di quattro piani è crollato riportando 3 morti e 15 sopravvissuti. Questo è il sesto caso di crollo di un edificio a Mumbai solo in questo mese, crolli probabilmente dovuti alla scarsa qualità dei materiali usati nell’architettura urbana.

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I soccorritori, nell’atto di trarre in salvo altri cittadini

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