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Guido Barilla, proprietario dell’omonima azienda

“Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia gay, perché noi siamo per la famiglia tradizionale”: è così che il titolare della famosa azienda produttrice di pasta italiana ha lanciato la sua provocazione al mondo omosessuale, nell’intervista di mercoledì per l’emittente radio “La Zanzara”, non nuova a questo tipo di discriminazioni verso la comunità omosessuale italiana. “Se i gay non sono d’accordo”, ha continuato Guido Barilla nella sua intervista, “possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri”. Proprio queste affermazioni sono state in focolaio di un nuovo movimento che ha raccolto attorno a sé non solo gli omosessuali di tutto il Paese, ma anche i simpatizzanti che hanno voluto sostenere la nascente campagna di boicottaggio contro la nuova politica della Barilla: “Nessuno ha mai chiesto alla Barilla di fare spot con le famiglie gay”, ha risposto in via ufficiale Equality, schieratasi immediatamente dalla parte degli omosessuali italiani, “è evidente che si è voluta lanciare una offensiva provocazione per far sapere che si è infastiditi dalla nostra concreta presenza sociale, che è anche un segmento importante di consumatori. Per questo, raccogliendo l’invito del proprietario”, ha sottolineato, “a non mangiare la sua pasta, rilanciamo con una campagna di boicottaggio di tutti i suoi prodotti.”

E’ così che è nata #boicottabarilla, il nuovo hashtag creato sul social Twitter, ma ora attivo anche su Facebook, proprio per dare forza alla protesta verso la politica omofoba che la Barilla ha attuato verso i gay italiani. Certo: se da un lato la comunità diventa unita contro le discriminazioni verso gli omosessuali, dall’altro lato molti altri blogger si sono invece schierati con l’azienda che ha fatto del suo motto “Dove c’è Barilla, c’è casa” una vera e propria campagna omofoba. In realtà, basterebbe pensare che nel 2013 parlare di “famiglia tradizionale” è quasi paradossale… e non soltanto per l’uscita allo scoperto degli omosessuali, ma per la sempre crescente percentuale di divorzi, adulteri, omicidi passionali, che esistono già in gran numero tra le coppie eterosessuali: insomma, sembra quasi che la Barilla voglia rievocare dei tempi che ormai, neanche se si volesse, non potrebbero essere riportati dal passato. Di fatto, c’è già chi associa il nome di quest’azienda ai Balilla, con riferimento al governo fascista di Mussolini.

Proprio agli slogan tipici non solo pubblicizzati dalla famosa azienda produttrice di pasta italiana, ma anche dalle aziende sorelle, come la Pavesi, la Voiello ed in particolare la Mulino Bianco, i twitteriani rispondono con: “Nel mulino che vorrei ci sono tutti gay. Boicotta Barilla”, uno dei tweet più utilizzati del momento. Le risposte degli italiani alla provocazione di mercoledì, perpetuate tramite il famoso social, sono state tante, tra le quali: “Signor Barilla, venga con noi nel XXI secolo”, oppure “Ma per comprare la vostra pasta bisogna essere etero se no la pasta si offende?” Di certo resta l’indignazione diffusasi a macchia d’olio tra i manifestanti, tanto che c’è chi crede che la Barilla abbia sottovalutato troppo la presenza degli omosessuali tra i cittadini italiani. Sulla questione, di fatto, non sono intervenuti solo comuni cittadini, maanche alcuni tra gli esponenti delle maggiori comunità Arcigay italiane: in primis, Valerio Barbini, membro di quest‘associazione a livello nazionale, che ha ironizzato sull’eterosessualità o l’omosessualità della pasta, com’è diventato comune tra i manifestanti, ma anche dall’Arcigay di Palermo è arrivato il sostegno alla campagna di boicottaggio. “Imparate da Ikea, che non si fa problemi a mettere una coppia gay nelle proprie campagne”, ha affermato la giornalista Oriana Bottini, quasi a voler dimostrare che il problema non stia nella campagna pubblicitaria della Barilla, quanto nella mentalità e nell’omofobia di chi la gestisce.

Proprio oggi, Guido Barilla ha smentito le proprie dichiarazioni fatte all’intervista per “La Zanzara” ed ha spiegato: “Per chiarezza desidero precisare che ho il massimo rispetto per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay”, precisa, “e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca.” Soprattutto dopo le polemiche che hanno tempestivamente inondato la rete di critiche da parte degli Lgbt e dei loro simpatizzanti, il proprietario della famosa azienda produttrice di pasta italiana ha chiarito: “Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale, non per mancanza di rispetto, ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale”, come ribadito già all’inizio della dichiarazione che smentisce la provocazione di ieri alle famiglie gay. Intanto, il movimento #boicottabarilla resta agguerrito.